DAY 19: CASTELLUCCIO – ORDONA

1 luglio 2020 Castelluccio – Ordona. La nottata presso la struttura di don Guido è lunga, sul materassino non è piacevole. Il dolorino alla spalla non mi permette ancora di posizionarmi sul fianco destro per cui il dormiveglia mi accompagna fino alle quattro. A quell’ora mi alzo e comincio a camminare alle 4.45. Il sole non è ancora nato, la temperatura accettabile mi fa andare ad una andatura sostenuta. Dopo un’ora il sole basso proietta una bell’ombra sul percorso. Questo è piacevole, si svolge su sterrate o su stradine asfaltate che a quell’ora sono deserte. Non una macchina, l’unico suono che si sente è quello degli uccellini e dei miei bastoncini che picchiano sul terreno con cadenza ritmata. Oggi i km sono soltanto una ventina e io spero di farli in 5 ore, potrei arrivare alla 10. A quell’ora fa già caldo, però non come alla controra. Vedere l’est colorarsi piano piano così come prendono forma le ombre è sempre uno spettacolo meraviglioso. Molto spesso non ci facciamo caso, ce l’abbiamo sotto gli occhi da sempre ma, quando facciamo attenzione ci accorgiamo che lo scenario è sempre lo stesso, l’orizzonte che si rischiara a est, il sole che è prima uno spicchio poi sempre più tondo ecc., ma quello che cambia sono i protagonisti della rappresentazione; alle volte il mare, altre i monti, altre . . . si può aggiungere ciò che si vuole!

Quando si cammina con questi contesti il passo è leggero e la fatica si sente meno. Ben presto la cittadina di Ordona si staglia all’orizzonte. Sembra vicina ma, a causa della tortuosità del percorso, si fa molto desiderare. Si, il percorso è tortuoso per necessità: ci troviamo in Capitanata, la pianura posta fra i Monti Dauni del Subappennino e il Gargano. Il territorio era definito il granaio d’Italia per la presenza di vasti campi coltivati a grano. Bisogna aggirarli questi campi ed ecco che la strada diventa lunga. Informo tutti i camminanti di agosto-settembre che gli alberi di fichi abbondano, anche al di fuori delle proprietà, quindi “frutti separati e percetti” a gogò. Io ne ho assaggiato uno solo, anche indietro nella maturazione. Gli alberi da frutta sono un dono di Dio per il pellegrino, ovviamente non quelli di proprietà.

La tappa di oggi, in conclusione, è stata tranquilla e piacevole. Arrivato a destinazione è d’obbligo la visita agli scavi di Herdonia, la vera Via Traiana.

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