DAY9: ALIFE E I SANTI PROTETTORI

21 giugno 2020. Eclissi solare anulare vista su avviso di Libera. Me n’ero dimenticato. Espresso pensiero, proposito e desiderio. Vedremo! Per oggi ho niente cammino da fare. Mi sposto ad Alife per proseguire domani mattina verso Faicchio. I Santi Protettori Monica e Bruno che mi accompagnano ad Alife e qui comincio la mia ricerca del nuovo percorso francigeno verso Benevento su una variante da verificare. In mattinata ho fatto ricerche su internet per un B&B economico in questo paesino nella provincia di Caserta. Non son bravo ad usare questo mezzo, ho trovato alloggio perfino a Cuba ma ad Alife nulla se non un B&B che poi si è rivelato essere in un altro paese. Comincio a chiedere e, come al solito, le informazioni sono contraddittorie. Una barista fa qualche telefonata a sue amiche ma nulla. Poi a qualcuno viene l’idea: il santuario della Madonna della Grazia. Quello è stato fatto proprio per i pellegrini! Però sono almeno un paio di chilometri. Fa niente, dico, in mezz’ora ci arrivo. Gambe in spalla, per modo di dire perché c’è già lo zaino e mi avvio. Il sole picchia forte e lo zaino pesa, il sudore mi imperla la fronte e piccole goccioline salate mi entrano negli occhi. Arrivo al santuario. C’è scritto: 9°sosta della Via Francigena del Sud. Tutto chiuso, nessun numero di telefono da chiamare. Resto basito. Ma chi ha calcolato che questa è la nona sosta? Che significa sosta della Francigena? Dov’è la sosta zero? Credo che queste siano cose che fanno male al grande Cammino che la Francigena potrebbe diventare. Ritorno in paese e mi fermo davanti alla chiesa. Sta per terminare una funzione religiosa e dei giovani mi invitano ad entrare e posare lo zaino per riposarmi un pò. Esce il prete che mi dice che al santuario probabilmente non hanno ancora sanificato per cui non posso accedere. La domanda mi nasce spontanea: il lockdown è finito il 18 maggio e oggi siamo al 21 giugno . . . È necessario che continui?

Due ragazze, le Sante Protettrici di oggi Rita e Renata prendono a cuore la situazione di questo povero pellegrino e chiamano i loro genitori per sapere se c’è qualche possibilità di alloggio da qualche parte. Si, presso Masseria Sansone, più sopra del Santuario della Madonna della grazia. Le mie spalle crollano e Rita, accorgendosene, mi propone di accompagnarmi con la sua auto. Arriviamo che Vincenzo mi sta aspettando e il cielo si rabbuia. Saluto santa Rita e santa Renata e ci abbracciamo virtualmente con gli occhi. Il tempo di entrare che scoppia il finimondo, pioggia leggera e poi sempre più battente con vento forte, scrosci di grandine e tutto questo mi fa comprendere sempre meglio che i Santi Protettori dei pellegrini sono tanti e si presentano nei momenti di difficoltà peggiori. Mai disperare, pazienza e tutto si risolve. Vincenzo, o dovrei dire San Vincenzo, mi porta lo zaino in camera al piano superiore. Mi ha fatto preparare il letto matrimoniale, non il singolo presente nella camera. Mi augura un buon riposo e si ripresenta dopo un’ora: bussa piano alla porta, io non dormo, e mi dice di scendere che mi ha preparato qualcosa da mangiare. Una frittata con contorno di cavoli lessi e pomodori, pane e delle susine. Tutto a metro zero. Terminato il break mi mostra la sua struttura e mi parla dei suoi progetti. Anche oggi ho conosciuto uno stupendo matto visionario (Masseria Sansone – 3474756594 ). Ha ristrutturato la masseria paterna ereditata inserendo molteplici attività. Nei miei passaggi in questo territorio sicuramente passerò da questa masseria soprattutto per acquistare qualche prodotto di sua produzione. Sono queste le cose belle del Sud! Problema di fine giornata: non ho internet sul cellulare! È questo che uso come router per collegarmi la sera e spedire foto e diari. Per stasera passerò. Domani è un altro giorno.

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